Dipartimento di fisica – ex Ospedale Psichiatrico di S. Niccolò – Siena
Il progetto è parte di un più ampio Piano di Recupero a diverse attività universitarie dell’area e degli edifici dell’ex-Ospedale Psichiatrico di S. Niccolò, redatto nel luglio 1998, in cui rientra anche la realizzazione delle Facoltà di ingegneria e di lettere. Nel caso specifico si tratta di rifunzionalizzare, ampliandola, la lavanderia a vapore realizzata su progetto di Vittorio Mariani nel 1913-14, dallo stesso ampliata nel 1926 e, più significativamente con la collaborazione di Primo Giusti nel 1937-1938, poi nuovamente modificata diverse volte nel corso della prima metà del Novecento. L’edificio è collocato trasversalmente alla linea di pendio, nel punto più a valle e più occidentale dell’area, dove la veduta si apre sul panorama della Val di Montone e degli Orti dei Pecci. Una valutazione sul buono stato di conservazione delle strutture in cemento armato, calcolate per il peso considerevole dei macchinari necessari alla lavanderia, induceva, già in una prima ipotesi progettuale poi accantonata, ad abbandonare la destinazione residenziale indicata dal Piano per destinare l’edificio a Dipartimento di fisica. Il progetto definitivo assume ulteriori indicazioni in tal senso, tra le quali, principali e caratterizzanti il progetto: la creazione di un laboratorio laser e di una biblioteca dipartimentale, l’ampliamento delle aule per la didattica, la creazione di una nuova officina staccata dall’edificio per evitare rumori e vibrazioni, la realizzazione di un osservatorio astronomico a uso didattico. A ciò si aggiunge la realizzazione di un archivio interrato collocato in un vano cisterna casualmente rinvenuto durante le prime opere, segnalato da un lucernaio sul piazzale e collegato con un passaggio sotterraneo all’edificio principale.
Per sviluppare il resto del programma, all’edificio esistente, entro cui sono ricavati i grandi spazi per i laboratori, si affianca un nuovo corpo di fabbrica di dimensioni paragonabili, raccordando le due ali con un elemento centrale vetrato. Oltre il corpo originario e collegata tramite una passerella che prosegue il corridoio centrale di distribuzione dei laboratori, viene realizzata, come un elemento separato in acciaio e tamponamenti metallici, la nuova Officina, a un solo piano. Nell’edificio originario viene anche inserito, al secondo piano, un nuovo volume, aggettante e ruotato, caratterizzato da una autonoma copertura a falde raccordata alla balconata mediante una finestra continua. Analoga soluzione di wrightiana memoria una copertura a falde fortemente aggettante impostata su infisso continuo rientrato a sovrastare un paramento murario in mattoni allineato alla gronda caratterizza, per tutta la lunghezza, il corpo aggiunto, dove trovano collocazione la biblioteca, i laboratori didattici, la grande aula e la sala relax, spazi espositivi, gli studi e la sala riunione dei docenti, oltre che i servizi igienici. A far da contrappunto al volume ruotato inserito nell’edificio esistente, la nuova la ala si conclude con il parallelepipedo sormontato da una sfera, parte in mattone e parte in rame, che ospita l’Osservatorio, accessibile tramite una scaletta interna. “Leggendo il prospetto ovest nel suo insieme, scrive il progettista i volumi della Sala Riunioni e dell’Osservatorio Astronomico si bilanciano alle estremità opposte dell’edificio così da incastonare le preesistenze tra i nuovi interventi in un rapporto di vivace contrappunto.”
Particolarmente studiato è il sistema degli affacci e delle viste verso il paesaggio e verso la città, tema architettonico caro a Zacchiroli e sempre presente nella sua opera.
Inizio progetto: 1999
Inizio lavori: 2000
Fine lavori: 2002
Committenza: Università degli Studi di Siena
Progetto: Enzo Zacchiroli
Collaboratori: Paolo Beccio
Strutture: Rodolfo Casini
Impianti tecnologici: Luca Sani (meccanici)
Gianpiero Mancini (elettrici)
Direzione lavori: Enzo Zacchiroli
con Alessio Naldoni, Gianni Papini
Esecuzione: Eurocostruzioni s.r.l.
Superficie edificio: mq. 2.800
